7 giorni / 6 notti
da € 880 Voli esclusi
#Chiang Mai #Chiang Rai
Un viaggio per vivere la Thailandia nel rispetto dei canoni etici e comportamentali del turismo responsabile, atti a mantenere integri e intatti i valori e le peculiarità culturali originari. Un’esperienza a contatto con le etnie locali, la loro cucina e la natura rigogliosa del nord del paese tra montagne, terrazzamenti di riso, coltivazioni di thè, cascate ed il grande fiume Mekong. Il viaggio richiede un buon spirito di adattamento per le condizioni delle strade locali e per il cibo tipico speziato.
Partenza garantita condivisa con guida locale parlante italiano, minimo 2 persone con gruppo che si forma in loco: ogni martedì
Partenza con servizi privati su richiesta
1° GIORNO
CHIANG MAI (-/-/-)
Arrivo in volo a Chiang Mai. Incontro con un nostro incaricato e trasferimento in hotel. Pasti liberi. Pernottamento.
2° GIORNO
CHIANG MAI (B/L/-)
Colazione in hotel. Verso le ore 7 partenza dall’hotel per raggiungere un piccolo centro abitato fuori città dove si trova un vivace mercato locale. Qui acquisteremo le carni e le spezie necessarie per preparare uno dei piatti più tipici e gustosi della cucina del nord della Thailandia: il “Lap Muang”, a base di carne tritata, generalmente di maiale, aromatizzata con varie spezie locali sapientemente selezionate e miscelate. Provviste alla mano, si salirà in alta montagna fino a raggiungere un pittoresco villaggio costituito da case in legno d’epoca ed incastonato tra le rocce oltre i 1000 metri di altitudine. Gli abitanti, di etnia Thai, hanno avviato da alcuni anni un progetto di sfruttamento turistico di questo luogo di assoluta bellezza nel rispetto dei canoni etici e comportamentali del turismo responsabile, atti a mantenere integri e intatti i valori e le peculiarità culturali originari. Una guida del villaggio ci condurrà tra le piccole stradine alla scoperta delle abitazioni tradizionali e dello stile di vita. Si raggiungerà anche una bella cascata che scende dalla montagna sopra al villaggio. Nella tarda mattinata si verrà quindi ospitati nelle case dei locali che ci mostreranno come preparare il Lap Muang cucinando le nostre provviste. La cuoca di casa preparerà anche uno dei piatti più tipici di queste montagne del nord: il “Kaeng Hang Lay”, una ricetta sconosciuta nelle pianure alluvionali della Thailandia centrale. La base è una pasta al curry preparata battendo il peperoncino rosso con aglio, cipolline, erba citronella, galanga ed il “Kapee”, un impasto molto denso e dal colore rossastro ottenuto frantumando piccolissimi gamberetti di minuscole dimensioni. Si aggiungono poi carne di maiale, zenzero, tamarindo, salsa di soia, sale di pesce e per concludere il tocco finale che da al piatto il suo inconfondibile sapore: una spruzzata di polvere di cannella. Pranzo a base delle pietanze preparate e sedendo allo stesso tavolo dei locali. Nelle loro case si entra rigorosamente scalzi e si mangia inginocchiati a terra. Nel primo pomeriggio tempo libero a disposizione per attività facoltative quali massaggi terapeutici, percorsi montani o altro. Nel pomeriggio si scenderà la montagna per rientrare in hotel. Cena libera e pernottamento a Chiang Mai.
3° GIORNO
CHIANG MAI (B/L/-)
Prima colazione. Alle ore 7 si partirà per raggiungere il possente complesso montuoso del Doi Inthanon, area costellata da villaggi tribali e all’interno del quale si trova l’omonima vetta che segna il punto più alto della Thailandia a quota 2600 metri. Prima che la civilizzazione portasse le strade, i popoli tribali si orientavano tra le montagne seguendo i corsi l’acqua che costituivano così non solo fonte di vita e nutrimento ma anche guida e direzione. Da un villaggio all’altro si potevano impiegare giorni di cammino nella jungla. Per gli avventori era quindi indispensabile saper vivere lungo il fiume e con il fiume. Le notti di viaggio si trascorrevano in piccole grotte all’interno delle quali si mangiava il pesce pescato e cucinato con l’acqua del fiume, sulle rive del quale si potevano anche raccogliere varie erbe nutrienti, salutari o medicamentose, con le quali curare il mal di stomaco o arginare le ferite provocate dagli urti con i rovi. Poi con il progresso sono arrivate le strade, ma i vecchi sentieri montani non sono mai stati abbandonati e oggi sono ancora utilizzabili. E’ lungo uno di questi che attraverseremo, accompagnati da un’esperta guida locale di etnia Karen, un tratto di foresta all’interno del parco nazionale. La guida ci condurrà per un trekking di circa 4Km alla scoperta di estreme bellezze paesaggistiche, tra le quali un’immensa cascata suddivisa su ben tre distinti livelli, mostrandoci come vivere nella giungla utilizzando esclusivamente le risorse naturali reperibili in loco. Ci mostrerà ad esempio come le foglie degli alberi, manipolate da mani sapienti, possano diventare bicchieri per bere l’acqua di sorgente o robuste corde per legare grossi pesi o come, mescolate alla saliva, possano diventare un potente coadiuvante. Impareremo a distinguere i frutti selvatici commestibili e come ripararci dalla pioggia quando pare che nessun riparo esista. La prima parte del percorso copre l’alto corso del fiume. Superata la cascata, il cui dislivello si coprirà scendendo una lunga scalinata rudimentale in legno, si avrà accesso ad una stretta vallata incastonata tra le montagne, dove i villaggi Karen locali hanno dato luogo ad un estesa coltivazione di riso con la tecnica del terrazzamento e canalizzando l’acqua della cascata per l’irrigazione. Lo spettacolo visivo offerto dai terrazzamenti è di forte impatto emotivo. Sarà impossibile trattenere un sospiro di stupore e ammirazione davanti a tale meraviglia. Pranzo al villaggio Karen. La visita del Parco sarà completata raggiungendo le imponenti cascate Watchirathan, di altezza limitata ma che offrono un violentissimo getto d’acqua di vasta portata, nonché dalle cascate Mae Ya, le più alte del Paese, che scendono da 120 metri di altezza lungo uno scosceso pendio. Cena libera e pernottamento a Chiang Mai.
4° GIORNO
CHIANG MAI (B/L/-)
Prima colazione. Alle ore 9 partenza per un rilassante walking tour* per immergersi nell’atmosfera della quotidianità locale. Si parte dal quartiere degli argentieri che termina presso le mura dell’antico nucleo storico. Qui gli artigiani sono intenti nella battitura dei metalli che grazie alla loro maestria si trasformano in oggetti dalle forme raffinate. Nel quartiere si trova il Wat Sri Suphan, edificio di culto eretto circa 500 anni fa e nei secoli impreziosito con intarsi in argento scolpiti dagli stessi artigiani. Oggi brillano alla luce del sole trasformando l’intero luogo in un vero e proprio gioiello architettonico. Il centro storico è racchiuso da mura a base quadrangolare con lato di 1500 metri e circondate da un largo fossato. Entriamo dalla porta sud. I vicoli si snodano fra piccole abitazioni in legno a due piani in stile Lanna che si alternano ai 119 templi Theravada che per oltre sette secoli hanno fatto di Chiang Mai il principale centro di culto buddista del Sud Est Asiatico. Il percorso a piedi si insinua fino alla Ratchadamnern Road, l’asse principale della città che, partendo dalla porta sacra dell’Est, percorre quasi 1 km in linea retta fino a giungere all’ingresso del Wat Phra Singh, il santuario dove è custodita l’immagine religiosa simbolo della città: il Buddha Phra Singh, portato dallo Sri Lanka nel corso del XIV secolo. Questo percorso storico, culturale e di costume non può che terminare godendo dei profumi e dei sapori della cucina della Chiang Mai antica. I ristori sono affacciati sui vicoli e preparano sul momento succulenti piatti per i passanti. Uno dei più prelibati è il Gaeng Hang Lay: un curry anticamente originario dell’Asia centrale a base di succo di tamarindo, curcuma, zenzero, salsa di soia ed insaporito con un pizzico di zucchero di palma, spezie che conferiscono alle carni un sapore piacevolmente dolce-speziato e molto delicato. Una lunga cottura a fuoco lento rende le carni più morbide e gustose. Il centro storico di Chiang Mai è adagiato su di una larga vallata delimitata ad est dall’imponente monte Doi Suthep che sale fino a 1600 metri sovrastando l’intera città. E’ qui che si salirà nel pomeriggio per raggiungere uno dei santuari più celebri e sacri dell’intero paese: il Wat Phrathat Doi Suthep, edificato a oltre 1000 metri di altitudine. La leggenda racconta che il luogo della sua costruzione venne indicato dall’errare di un mitologico elefante bianco che sul suo dorso trasportava una sacra reliquia del Buddha. La reliquia venne sepolta dove oggi si trova l’imponente Chedi dorato al centro del santuario, una delle immagini religiose più ricorrenti della Thailandia. Nel tardo pomeriggio la comunità monastica presente al tempio recita il Dharma, rigorosamente in lingua Pali nel rispetto delle tradizioni Theravada. Pernottamento a Chiang Mai.
*Attività opzionale facoltativa € 55
Il Chiang Mai walking tour può essere sostituito con un half day tour fuori città per la pratica dell’elephant riding. Specifichiamo che le due attività sono mutualmente esclusive. Optando per l’elephant riding non sarà più possibile effettuare il Chiang Mai walking tour.
5° GIORNO
CHIANG MAI – MAE CHAN, CHIANG RAI (B/L/D)
Prima colazione. Check out. Secoli or sono, al termine di un lungo soggiorno spirituale nel regno di Amarapura, il monaco Phra Intha rientrò nella sua città di Chiang Mai portando con sé un ombrello di carta. Nella tradizione dell’antico regno, era questo uno dei pochi indispensabili oggetti concessi agli eremiti durante i prolungati ed estenuanti esercizi spirituali nella foresta. Il mistico oggetto piacque alla comunità monastica di Chiang Mai che diede l’impulso per una produzione locale presso il vicino villaggio di Bo Sang. Qui i contadini si dedicarono alla coltivazione del gelso, indispensabile per la produzione della carta, mentre gli artigiani nei loro laboratori domestici si specializzarono nell’intaglio del telaio. Da allora l’intera economia del villaggio si sviluppò con questa unica finalità e la tradizione viene tramandata da padre in figlio ancora oggi utilizzando gli stessi rudimentali strumenti di lavoro. Partenza alle 07:30 per raggiungere il villaggio quando l’attività artigianale è nel pieno ritmo di lavorazione di questi graziosi oggetti che oggi costituiscono uno dei simboli più rappresentativi del Paese. Si lascerà quindi Chiang Mai per inoltrarsi verso le province più settentrionali del Paese, al confine con Laos e Birmania. Il paesaggio è montano, con rilievi ricoperti di fitta vegetazione tropicale che celano villaggi tribali incastonati tra strette vallate. Sono abitati da varie etnie, delle quali i Lahu sono tra i più numerosi. I loro insediamenti sono costituiti da piccole case costruite in bambù. Alcune hanno ancora il tradizionale tetto in foglie essiccate di cogon. Per i Lahu le forze ancestrali animiste legate agli elementi della natura esercitano ancora una grande influenza. Le montagne e la folta vegetazione tropicale sono lo scenario che conduce a Wiang Pa Pao, dove il mercato locale è divenuto importante crocevia di scambi commerciali fra le tribù di montagna che qui vendono i propri prodotti e acquistano generi di necessità quotidiana. Non c’e’ luogo e momento migliore, per approfittare di un pranzo a base di cibi locali e autentici come le gustose banane alla brace oppure il ‘kuai thiau’, la succulente zuppa con spaghetti di riso e polpette di carne, per concludere con il ‘Kanom Krok’, un tipico dolce di latte di cocco. Poco prima di giungere alla città capoluogo di Chiang Rai, ci imbatteremo nel Wat Rong Khun, noto come il “Tempio bianco”, ibrido stilistico tra architettura moderna e forme tradizionali del passato. Le sue vaste proporzioni e le fastose rifiniture ne hanno fatto a oggi uno dei luoghi più fotografati dai turisti internazionali. Si lascerà la città alle spalle per dirigersi ancora più a nord, verso il doppio confine di Stato. Si apre davanti una grande pianura coltivata a riso e frutta tropicale, solcata dai corsi dei principali affluenti del Mekong, il grande fiume che scende dall’Himalaya e che attraversa l’intero Sud Est Asiatico fino al Mar Cinese. Qui il Mekong è nel suo medio – basso corso e costituisce per le popolazioni locali un’imponente arteria di scambi. E’ questo uno dei crocevia etnici e commerciali più attivi e movimentati dell’Asia. L’interazione culturale ha favorito la fusione di tradizioni e sapienza popolare. In quest’area si trovano comunità montane al fianco di altre cinesi, laotiane e birmane. Ultimo trasferimento per un grazioso resort immerso nei campi di riso tra le colline della località di Mae Chan, a nord della città di Chiang Rai, dove si stima di giungere alle 1616:30 circa. Possibilità di godere il tramonto o di praticare altre rilassanti attività a piacere. Cena al resort e pernottamento.
6° GIORNO
MAE CHAN, CHIANG RAI – CHIANG KHONG (B/L/-)
Prima colazione. Tempo a disposizione in mattinata per godere della bellezza e della pace del luogo. 08:30 visita facoltativa (senza supplemento) alla montagna del Mae Salong che segna il confine naturale con la Birmania ed abitato da popolazioni tribali di varie etnie. Giunti oltre i 1000 metri di quota, le coltivazioni di thè Oulong inizieranno ad apparire abbarbicate lungo i pendii. Le piccole piantine di colore verde intenso sono in file compatte che cinturano le montagne a disegnare una fitta rete di isoipse naturali che scandiscono l’innalzarsi di ogni singolo metro di altitudine. E dove c’è il thè ci sono le comunità cinesi, che anche qui non tradiscono il loro stereotipo. Affabili e geniali, presso le case da thè poste in punti panoramici sulle vertiginose geometrie delle loro coltivazioni, ci propongono con grande maestria i loro prodotti di qualità eccelsa, ostentando tutto il loro sapere e la ricchezza delle loro tradizioni. Il raffinato aroma degli assaggi delle varie miscele non tradirà le aspettative e potrà soddisfare i palati dei più esigenti cultori del thè di qualità. Rientro al resort nel corso della mattinata. 10:30 check-out e partenza verso il corso del grande fiume Mekong, comune denominatore geografico tra i paesi della penisola indocinese. Il grande fiume di tutti e di nessuno divide politicamente questi paesi ma al tempo stesso li unisce e li accomuna per la loro grande dipendenza dalle sue acque. Scelto dalle nevi dell’Himalaya come una delle principali superstrade idriche per il loro lungo viaggio verso il mare, il Mekong plana dalle grandi montagne tibetane giù fino alle vallate indocinesi attraverso un interminabile percorso di 4.350 km lungo i quali drena un bacino idrografico di quasi un milione di kmq. Noi oggi lo intercetteremo nel suo corso medio – basso, in un punto nel quale si insinua tra due opposte catene montuose che corrono parallele una all’altra. La più meridionale borda gli altipiani della provincia thailandese di Chiang Rai mentre quella settentrionale costituisce l’ultima propaggine montana del paese montuoso per eccellenza: il Laos. Queste terre costituivano un tempo i territori più orientali del “Triangolo d’oro”, la vasta zona di commercio triangolare dell’oppio tra Laos, Birmania e Thailandia. Sulle rive del fiume si trova un villaggio di etnia Thai-Leu dove le donne anziane ancora sono dedite all’antica e tradizionale arte della tessitura, che praticano con grandi e rudimentali telai in legno. Il ricamo Thai-Leu è considerato uno dei più pregiati nonché uno dei più difficili da realizzare, richiedendo un tempo di tessitura molto prolungato. La maggioranza delle donne lavora indipendentemente nelle proprie case ma per le più povere e bisognose, una sorta di consorzio locale mette a loro disposizione i telai appartenenti alla comunità e che si trovano nel locale centro di tessitura. Qui con un pò di fortuna se ne potranno ammirare in folto numero contemporaneamente al lavoro. Per le loro produzioni, le donne Thai-Leu coltivano in proprio il cotone necessario! Le piantagioni sono dislocate dietro al villaggio ed il cotone viene raccolto nel mese di novembre. Si costeggia poi ancora il Mekong fino ad arrivare ad un grazioso punto panoramico per il pranzo, nel locale ristorante. La prossima tappa sarà al porto di imbarco dal quale partire a bordo di una barca a motore che condurrà all’esplorazione del fiume. La navigazione si estenderà per circa 15km (45min circa, dipendente dalla forza della corrente e regime d’acqua) fino a raggiungere la città di Chiang Khong, nota per il punto di confine con il Laos e posta di fronte alla città laotiana di Huey Say. Sistemazione in locale resort e cena libera. La serata potrà essere trascorsa passeggiando lungo il riverside dove trovare ristoranti per la cena e altre attrattive. Pernottamento a Chiang Khong.
7° GIORNO
CHIANG KHONG – CHIANG RAI (B/L/-)
Prima colazione. Si parte da Chiang Khong verso sud per via stradale costeggiando il confine con il Laos. Due catene montuose corrono parallele tra loro delimitando tra di esse uno stretto altipiano a circa 600Mt di altitudine dove molte etnie tribali hanno trovato rifugio. Tra di essi i Thai Leu ma anche gli Yao. Passando per i loro villaggi si scenderà fino a raggiungere un’area paesaggistica di grande interesse dove le montagne si innalzano formando picchi dalle bizzarre conformazioni. Una in particolare è diventata molto nota tra i locali. La sua conformazione aguzza ricorda un dito che punta il cielo, che in thai viene tradotto con “Phu Chi Fah”, che raggiunge i 1600Mt di altitudine. Si potrà raggiungere la vetta per ammirare una vasta panoramica sul Laos percorrendo un facile sentiero della lunghezza di circa 800Mt. Le montagne si interrompono poi bruscamente per lasciare spazio ad una estesissima pianura coltivata a riso. I birmani di Pagan fondarono qui un’importante città a demarcare quello che nel XII secolo costituiva il confine orientale del loro impero. Nel XVII secolo ritroviamo questo centro nelle cronache del regno di Lanna, dove viene annoverato come importante nodo lungo le rotte commerciali dei principati del nord. E’ questa l’epoca durante la quale i Re Lanna deportano in questo luogo le comunità Thai Leu forzandone la migrazione dallo Yunnan. Oggi questo centro è noto come Chiang Kham e l’importanza dell’antica città è denotabile nella presenza di una lunga serie di antichi templi in stile Lanna dei quali uno edificato interamente in legno ed unico nel suo genere. Chiang Kham offre poi un abitato rustico ed esotico composto da antiche abitazioni di legno, tra le quali quelle della comunità Thai Leu si distinguono per bellezza, tanto che alcune di esse sono divenute case-museo. Pranzo presso un piccolo chiosco nella zona antica a base di cucina thai-leu la cui specialità è il “Khao Raem Feun”, ottenuto da un fine impasto di farina di riso mescolato ad acqua e solidificato con sali di calcio fino ad ottenere una fitta gelatina. Si taglia poi in cubetti ed immerso in una zuppa agrodolce e arricchita da varie spezie. I numerosi chioschi sono normalmente aperti fino alle 14:00 ma potrebbero chiudere in anticipo qualora il prodotto sia terminato; in questo caso il pranzo verrà servito in ristorante locale. Dopo pranzo, visita al centro di Chiang Kham che si estenderà fino a metà pomeriggio prima del rientro a Chiang Rai dove si giungerà alle 18 circa. Trasferimento in aeroporto.
Quote per persona, a partire da:
| Partenza | Doppia | Supplemento singola |
|---|---|---|
| Dal 1 novembre 2017 al 31 ottobre 2018 | € 880 | € 210 |
Note
(B/L/D): B = colazione; L = pranzo; D = Cena
Per partecipare a questo viaggio occorre il passaporto con validità residua di almeno 6 mesi
Hotel Proposti:
- Chiang Mai: The Empress Hotel 4*
- Mae Chan: Manee Dheva Resort & Spa 4*
- Chiang Khong: Ibis Style Chiang Khong Riverfront 4*
o similari
Tasso di cambio
1 EUR = 39 THB
Variazioni dei cambi con oscillazioni maggiori del 3% comporteranno un adeguamento dei costi e verranno comunicati entro i 20 giorni dalla partenza.
La quota comprende
- Hotel menzionati o se non disponibili altri della stessa categoria su base camera doppia standard
- Pasti come da programma
- Trasferimenti e visite in condivisione con altri partecipanti, con auto o pullman, con guide locali parlanti italiano
- Assistenza locale in lingua italiana h24
- Gadget, etichette bagaglio e documentazione illustrativa varia
- L’assicurazione per l’ assistenza medica, il rimpatrio sanitario ed il danneggiamento al bagaglio
- Polizza Viaggio Rischio Zero
La quota non comprende
- Voli, pasti non menzionati, bevande, mance, extra di carattere personale, eccedenza bagaglio
- Le escursioni facoltative e tutto ciò non evidenziato nella voce “la quota comprende”
- Assicurazioni facoltative www.goasia.it/assicurazioni
- Blocca valuta € 50 a pratica
- Quota d’iscrizione € 95